GIOVEDì 22 OTTOBRE 2026
Bando certificazione filiera del legno 2026: contributi per Enti locali ed aziende forestali della provincia di Cuneo
Il bando copre il 50% dei costi per certificare i tuoi boschi, fino a 10.000 €. Approfondisci requisiti e scadenze e candidati con Walden.
Dal 19 ottobre 2026 i Comuni, le Unioni Montane e i Consorzi forestali a prevalenza pubblica della provincia di Cuneo possono chiedere un contributo per certificare i propri boschi. Il bando certificazione filiera del legno della Camera di commercio di Cuneo copre il 50% delle spese ammissibili per il primo rilascio delle certificazioni FSC® (Forest Stewardship Council) e PEFC (Programme for the Endorsement of Forest Certification), fino a 10.000 euro per ente.
Il bando si inserisce in un lavoro più ampio che la Regione Piemonte e il sistema camerale stanno avviando sulla filiera del legno, in vista del nuovo Programma Forestale Regionale. Le domande vengono esaminate in ordine di arrivo, fino a esaurimento delle risorse. Conviene quindi muoversi presto: la prima sessione si chiude il 30 novembre 2026.
Requisiti per le imprese della filiera del legno
Il bando è aperto anche alle imprese, singole o in raggruppamento, compresi i consorzi forestali, con sede o unità locale in provincia di Cuneo.
L’attività prevalente o secondaria deve rientrare in uno dei seguenti codici ATECO, la classificazione che identifica l’attività economica di un’impresa:
- 02, silvicoltura e utilizzo di aree forestali;
- 16, produzione e lavorazione del legno e dei prodotti in legno e sughero, esclusi i mobili;
- 31, fabbricazione di mobili;
- 32.2, fabbricazione di strumenti musicali;
- 32.99.4, fabbricazione di casse funebri;
- 35, fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata;
- 46.83, commercio all’ingrosso di legname, materiali da costruzione e articoli igienico sanitari.
L’impresa deve essere stata costituita prima della pubblicazione del bando. Tra gli altri requisiti, deve inoltre:
- essere attiva e iscritta al Registro delle Imprese;
- essere in regola con il diritto annuale e con il DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva);
- disporre di un indirizzo PEC (Posta Elettronica Certificata).
Le imprese che possiedono o gestiscono boschi devono inoltre averne almeno 30 ettari in provincia di Cuneo, alle stesse condizioni descritte più avanti per gli enti.
Per le imprese il contributo è concesso in regime de minimis, cioè entro il tetto europeo previsto per gli aiuti pubblici di modesta entità. Il tetto è di 300.000 euro in tre anni, che scende a 50.000 euro per il settore agricolo. L’importo massimo di 10.000 euro può crescere grazie a tre premialità: 250 euro per il rating di legalità, 250 euro per la certificazione della parità di genere e 500 euro per la certificazione di gruppo.
Requisiti per Comuni ed enti pubblici
Il bando si rivolge ai Comuni, alle Unioni Montane e ai Consorzi forestali a prevalenza pubblica della provincia di Cuneo, purché rispettino tre condizioni:
- Serve anzitutto un Piano di Gestione Forestale approvato con DGR (Deliberazione di Giunta Regionale) già al momento della domanda. Il piano stabilisce, per un arco di anni, quali interventi eseguire nel bosco, dove e secondo quali criteri. Walden affianca gli enti anche nella sua redazione.
- Occorre poi un contratto pluriennale con un’impresa che gestirà i boschi, oppure la partecipazione a un accordo di foresta in cui siano presenti delle imprese. L’accordo di foresta è un contratto di rete, previsto dall’articolo 35 bis del decreto legge 77/2021, con cui proprietari e imprese si impegnano a gestire e valorizzare insieme le superfici forestali.
- Infine, l’ente deve possedere o avere in disponibilità almeno 30 ettari di bosco in provincia di Cuneo. Nel secondo caso la disponibilità va documentata con un atto idoneo, ad esempio un contratto di gestione. L’atto deve avere una durata residua di almeno cinque anni e comunque non inferiore al primo ciclo di certificazione.
Cosa finanzia il contributo per la certificazione forestale
Il bando sostiene il percorso verso due certificazioni, entrambe secondo gli schemi FSC® o PEFC. La certificazione di Gestione Forestale Sostenibile (GFS) attesta che il bosco è gestito secondo criteri ambientali, sociali ed economici verificati da un ente terzo. La certificazione di Catena di Custodia (CoC) garantisce invece la tracciabilità del legno certificato in ogni passaggio successivo, fino al prodotto finito.
Sono ammesse le spese per:
- spese di consulenza,
- assistenza tecnica specialistica,
- acquisto di beni strumentali immateriali propedeutici al percorso di certificazione (come software gestionali propedeutici all’ottenimento della certificazione)
Il contributo copre il 50% della spesa al netto dell’IVA. Su una spesa di 8.000 euro il contributo è quindi di 4.000 euro; il massimo di 10.000 euro si raggiunge con 20.000 euro di spesa. La spesa complessiva deve essere di almeno 2.500 euro. Per gli enti pubblici il contributo non costituisce aiuto di Stato e l’IVA non recuperabile rientra tra i costi ammissibili. Il contributo viene erogato soltanto a certificazione ottenuta. Il bando riconosce soltanto il primo rilascio, esclusi rinnovi e audit di sorveglianza, e chiede di mantenere la certificazione per almeno tre anni.
La certificazione dà al legname dei boschi pubblici un accesso più ampio al mercato, in particolare all’edilizia, dove i CAM (Criteri Ambientali Minimi) degli appalti pubblici premiano i materiali di provenienza tracciata. Per l’ente è anche un modo per documentare, con una verifica indipendente, la qualità della gestione del proprio patrimonio forestale.
La situazione in Europa
Se è vero che il nostro clima differisce da quello monsonico cinese, è anche vero che la crisi climatica sta rendendo fenomeni atmosferici estremi, una volta rari e localizzati, sempre più consueti e diffusi.
Ad esempio, uno studio dell’Università Statale di Milano, che ha analizzato i dati orari sulle precipitazioni tra il 1986 e il 2022, mostra che gli eventi di pioggia oraria molto intensa sono aumentati, complessivamente, di circa il 30% in Italia negli ultimi tre decenni.
A questi si alternano periodi di lunga siccità. Secondo i dati dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), tra il 2001 e il 2020 la durata dei periodi di siccità in Italia è aumentata del 34% rispetto al periodo 1961-1990, complice la riduzione dei giorni di pioggia, ondate di calore estive più intense e suoli sempre più inariditi, incapaci di trattenere l’acqua piovana.
A livello di Unione europea, la Commissione ha adottato il 4 giugno 2025 la prima Strategia europea per la resilienza idrica, che comprende infrastrutture verdi per la ritenzione dell’acqua, e propone un Piano europeo di adattamento climatico atteso entro il 2026. Diciannove regioni europee, guidate dall’Emilia Romagna, hanno inoltre lanciato un’alleanza per la resilienza idrica. Restano però criticità: le politiche dipendono quasi solo da entrate comunali e fondi europei, e solo una città su due in Europa ha una voce di bilancio dedicata a questi interventi.
In Italia il quadro è più frammentato. Bologna è stata la prima città italiana a dotarsi di un Piano di Adattamento ai Cambiamenti Climatici, avviato nel 2012 con il progetto europeo LIFE BlueAp. Il progetto più ambizioso resta però quello di Milano: CAP realizzerà 90 opere di drenaggio urbano sostenibile in 32 Comuni, per 50 milioni di euro di fondi PNRR, portando mezzo milione di metri quadrati di superfici drenanti, oltre duemila alberi e trentaduemila arbusti.
Manca però, a livello nazionale, uno standard tecnico condiviso: secondo un’analisi di Greenreport, i progetti italiani restano per lo più esperienze pilota isolate, senza una normativa organica che le colleghi tra loro.
Scadenze da segnare
Le domande si presentano dalle ore 14:00 del 19 ottobre 2026 al 30 giugno 2027, secondo un calendario diviso in tre sessioni:
- prima sessione: domande dal 19 ottobre al 30 novembre 2026, concessione entro il 23 dicembre 2026, rendicontazione entro il 23 dicembre 2027;
- seconda sessione: domande dal 1° dicembre 2026 al 25 febbraio 2027, concessione entro il 31 marzo 2027, rendicontazione entro il 31 marzo 2028;
- terza sessione: domande dal 26 febbraio al 30 giugno 2027, concessione entro il 31 luglio 2027, rendicontazione entro il 31 luglio 2028.
Con questo meccanismo, chi presenta la domanda nella prima sessione, entro il 30 novembre 2026, ha le maggiori probabilità di trovare risorse ancora disponibili.
Le attività vanno avviate dopo l’apertura del bando. Le fatture devono essere emesse entro dodici mesi dalla concessione e pagate prima dell’invio della rendicontazione. Il contributo viene liquidato entro 120 giorni dal termine fissato per la rendicontazione.
Come presentare la domanda
La domanda si invia esclusivamente online, attraverso la piattaforma Restart. L’accesso è gratuito, con SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi) del legale rappresentante. In alternativa, la domanda può essere inviata da un intermediario incaricato dall’ente.
La pratica comprende:
- il modello B riservato agli enti, completo di una relazione illustrativa del progetto di certificazione;
- i preventivi di spesa, datati e intestati all’ente;
- l’autocertificazione del consulente sui requisiti richiesti dal bando;
- la DGR di approvazione del Piano di Gestione Forestale;
- il contratto pluriennale con l’impresa che gestirà i boschi, oppure l’accordo di foresta;
- i documenti che attestano la proprietà o la disponibilità della superficie.
Modulo di domanda e preventivi devono essere completi e firmati digitalmente dal legale rappresentante, pena la non ammissibilità della domanda. Il CUP (Codice Unico di Progetto), da riportare su tutte le fatture, è richiesto direttamente dall’ente. La modulistica è disponibile nella sezione bandi del sito camerale.
Domande frequenti
Un Comune può partecipare al bando certificazione filiera del legno?
Sì. Possono partecipare i Comuni, le Unioni Montane e i Consorzi forestali a prevalenza pubblica della provincia di Cuneo, alle condizioni seguenti:
- un Piano di Gestione Forestale approvato;
- un contratto pluriennale con un’impresa di gestione, oppure un accordo di foresta;
- almeno 30 ettari di bosco.
Quanto copre il contributo?
Il contributo copre il 50% delle spese ammissibili al netto dell’IVA, fino a 10.000 euro per ente, con una spesa minima di 2.500 euro.
Entro quando conviene presentare la domanda?
Le domande restano aperte fino al 30 giugno 2027. Le risorse vengono però assegnate in ordine di arrivo, quindi la prima sessione, che si chiude il 30 novembre 2026, offre le maggiori possibilità di ottenere il contributo.
Il bando finanzia anche il rinnovo della certificazione?
Il bando copre soltanto il primo rilascio delle certificazioni FSC® e PEFC. Rinnovi e audit di sorveglianza restano esclusi.
Walden vi può supportare nella candidatura
Il bando richiede consulenti con requisiti precisi: iscrizione all’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della provincia di Cuneo, oppure almeno tre incarichi analoghi svolti nell’ultimo triennio per clienti diversi.
Il testo integrale e la modulistica sono disponibili nella pagina ufficiale del bando sul sito della Camera di commercio di Cuneo.
Per ricevere supporto nella candidatura potete contattarci clickando qui sotto!
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