18 FEBBRAIO 2026

Piani Pastorali Foraggeri: uno strumento per la gestione sostenibile dei pascoli alpini

AREA GEOGRAFICA:
PIEMONTE

Quando si parla di pascoli alpini, spesso si pensa solo agli animali in alpeggio e ai mesi estivi. In realtà, dietro una buona stagione di pascolo c’è (o dovrebbe esserci) un lavoro di pianificazione molto preciso. La gestione dei pascoli alpini può essere pianificata attraverso diversi strumenti, ma non tutti hanno lo stesso livello di approfondimento tecnico e lo stesso impatto operativo.

 

Esistono, in sintesi, due principali livelli di pianificazione:

  1. I Piani di Pascolo adottati da enti territoriali, finalizzati soprattutto a definire un quadro conoscitivo generale dello stato delle superfici e a orientare scelte programmatiche settoriali.
  2. I Piani Pastorali Foraggeri (PPF), strumenti aziendali dettagliati che le singole aziende possono adottare per acquisire una conoscenza oggettiva e quantificabile delle proprie risorse foraggere, pianificando le attività per un arco temporale non inferiore ai 4 anni.

 

Il PPF non è un documento formale redatto solo per obbligo amministrativo: è uno strumento tecnico strutturato secondo le procedure definite da Regione Piemonte, ARPEA e Università degli Studi di Torino (DISAFA), che analizza in modo integrato vegetazione, suoli, carichi animali e modalità di pascolamento.

 

Negli ultimi anni questi piani hanno assunto un ruolo sempre più strategico, sia per l’accesso a misure di sostegno regionale sia per la gestione sostenibile delle superfici in un contesto di cambiamento climatico e crescente pressione sugli ecosistemi alpini.

A cosa serve un Piano Pastorale Foraggero

L’obiettivo principale di un PPF è garantire una gestione equilibrata delle risorse pastorali, evitando sia il sovrapascolamento sia il sottopascolamento sistematico, due condizioni che possono generare perdita di biodiversità, degrado dei cotici erbosi o progressivo avanzamento di arbusteti e bosco.

 

Nel concreto, un PPF consente di:

  • valutare qualità e quantità dell’offerta foraggera disponibile;
  • determinare il numero massimo di capi mantenibili in modo sostenibile;
  • individuare le categorie animali più idonee alle diverse superfici;
  • definire calendari e turnazioni di pascolamento coerenti con la dinamica vegetazionale;
  • migliorare benessere animale e performance produttive;
  • fornire una base tecnica per accedere a bandi e misure agro-climatico-ambientali.

 

Il piano nasce sempre da un confronto diretto con l’azienda: la conoscenza empirica dell’allevatore viene integrata con analisi vegetazionali e calcoli oggettivi, così da trasformare l’esperienza in una strategia strutturata e documentata.

 

Il PPF può riguardare superfici private, pubbliche o consortili, diventando uno strumento utile anche nei contesti di uso civico o gestione collettiva.

Come si costruisce un PPF: le attività tecniche

La redazione di un Piano Pastorale Foraggero richiede un percorso tecnico articolato riassunto nelle principali fasi operative:

  • analisi preliminare della gestione attuale attraverso documentazione aziendale, modelli di monticazione e fascicolo aziendale;
  • individuazione e perimetrazione delle superfici effettivamente pascolate con supporto cartografico e fotointerpretazione;
  • programmazione della campagna di rilievo;
  • rilievi in campo per la classificazione delle formazioni erbacee, l’individuazione delle aree pascolabili nette e la rilevazione di criticità;
  • definizione dei tipi pastorali e delle facies pastorali;
  • calcolo dei carichi sostenibili;
  • analisi degli habitat eventualmente riconducibili alla Rete Natura 2000;
  • proposta di interventi migliorativi, come nuovi punti di abbeverata o azioni di recupero;
  • redazione del documento tecnico e delle cartografie di piano;
  • confronto con Regione Piemonte per sopralluoghi di verifica e approvazione finale;
  • supporto ai CAA per il caricamento dei dati nel fascicolo aziendale.

 

Negli ultimi due anni Walden ha pianificato oltre 5.000 ettari di pascoli compresi tra la Val Maira, la Valle Infernotto e la Val Tanaro, maturando un’esperienza concreta in contesti geomorfologici e aziendali differenti.

Un’occasione di confronto tecnico tra professionista e allevatore

Uno degli aspetti più rilevanti del PPF è il processo di costruzione condivisa.

 

Il dialogo tra professionista e azienda permette di:

  • valorizzare la conoscenza storica del territorio da parte dell’allevatore;
  • introdurre tecniche gestionali innovative basate su casi studio reali;
  • adattare modelli teorici alle condizioni operative specifiche.

 

Il piano non è quindi un documento imposto, ma uno strumento di lavoro che rimane all’azienda e diventa base decisionale per gli anni successivi.

Benefici concreti per azienda e territorio

L’adozione di un PPF produce benefici su più livelli.

  • Organizzativi: garantendo una maggiore consapevolezza delle risorse disponibili e una pianificazione più efficace delle attività stagionali.
  • Ambientali: assicurando una miglior conservazione dei cotici erbosi, una riduzione del degrado, la tutela della biodiversità e una maggiore resilienza ai periodi siccitosi.
  • Economici: assicurando un utilizzo più efficiente della risorsa foraggera ed un miglioramento delle produzioni grazie inoltre ad un accesso a specifici finanziamenti regionali.
  • Sociali e culturali: valorizzando il ruolo dell’allevatore nella manutenzione attiva del territorio montano.

Un servizio di consulenza dedicato

La redazione e l’aggiornamento dei Piani Pastorali Foraggeri richiede competenze tecniche specifiche e conoscenza delle procedure regionali.

 

Walden affianca aziende agricole ed enti pubblici lungo tutto il percorso:

  • dalla valutazione preliminare dell’opportunità di attivare un PPF;
  • alla campagna rilievi e alle elaborazioni tecniche;
  • fino all’approvazione regionale e al supporto amministrativo.

 

Ogni piano è costruito su misura, tenendo conto delle caratteristiche aziendali, delle superfici disponibili e degli obiettivi produttivi e ambientali.

Contatti

Se vuoi approfondire la possibilità di pianificare le superfici pascolive per la tua azienda o le superfici gestite dal tuo ente, non esitare a scriverci.

Saremo felici di valutare insieme le opportunità tecniche e finanziarie disponibili.

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