20 APRILE 2026

Progetto Alpe Sella Biodiversa e Multifunzionale 

Una nuova governance per i pascoli alpini della Valle Angrogna

AREA GEOGRAFICA:
Valle Angrogna – Comune di Angrogna (TO)

 

PARTNER:

Comune di Angrogna (capofila)

Walden (consulente)

 

COFINANZIATO DA:
Associazione Fondiaria L’UNTIN

Studio Archingeo 

GAL Escartons e Valli Valdesi

Pontevecchio S.R.L

 

 

PERIODO:
2024-2027

 

L’iniziativa è realizzata grazie al sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo

 

Perchè i pascoli?

Quando si parla di pascoli alpini, si parla di centinaia di ettari di territorio, se non migliaia, un tempo gestiti perchè una risorsa essenziale per la sopravvivenza e l’economia delle comunità di montagna. Oggi si parla ancora di una risorsa, per la biodiversità, per l’economia dei pochi allevatori che resistono, per il contenimento dei rischi di incendio e dei fenomeni erosivi, ma sono una risorsa sotto costante minaccia. L’abbandono e i cambiamenti delle modalità di gestione dell’attività di pascolo in quota, sono tra i principali fattori che stanno portando alla perdita di superfici pascolabili e alla perdita di biodiversità.

Il Comune di Angrogna, con il progetto “Alpe Sella Biodiversa e Multifunzionale”, vuole tentare un cambio di rotta nella gestione dei pascoli comunali ad uso civico del suo territorio. Accanto a interventi di ripristino degli ambienti afferenti ai pascoli montani, prevede un intenso lavoro di collaborazione con gli allevatori, con l’intento di porre le basi per sviluppare un nuovo approccio alla gestione che consideri sia le esigenze produttive che quelle di miglioramento della biodiversità e conservazione dei microhabitat tipici di questi ambienti.

Gli obiettivi e il contesto

L’obiettivo principale del progetto è quello di salvaguardare gli habitat e la biodiversità dei pascoli alpini e di garantire la conservazione dei servizi ecosistemici ad essi associtati, attraverso il coinvolgimento attivo degli allevatori locali nella pianificazione, nel recupero e nella gestione razionale delle superfici pascolive comunali non più utilizzate e nella valorizzazione di quelle ancora in uso.

 

Tutto questo dove?

Siamo sui pascoli degli alpeggi Sella e Sella Vecchia, che si estendono per circa 506 ettari nella parte sommitale del territorio del Comune di Angrogna (TO), in Valle Angrogna. L’area, a fronte di un elevato valore naturalistico, è caratterizzata da alcune tipche criticità che i pascoli alpini si trovano ad affrontare a seguito della diminuzione della pratica di gestione pastorale delle superfici comunali:

  • invasione arbustiva delle praterie alpine
  • riduzione del numero di animali monticati (animali che salgono in alpeggio), con fenomeni di sovrappascolo nelle aree più accessibili e abbandono delle aree più impervie, lasciando spazio a cenosi vegetali più povere
  • gestione non sostenibile delle acque superficiali, con il rischio di fenomeni di disseccamento e perdita di aree umide.

Vista in direzione ovest – sud/ovest dell’area.
In rosso sono evidenziati i confini dei pascoli di proprietà comunale, in magenta si riporta il confine degli alpeggi Sella e Sella Vecchia. L’area inquadrata riprende l’alta val d’Angrogna; sono visibili parte della media/alta Val Pellice (sulla sinistra) e della Val Germanasca (sulla destra

Tra pascoli alpini che si chiudono e boschi di invasione che avanzano

In inglese il fenomeno prende il nome di “forest encroachment”. Se guardiamo la traduzione letterale (forest = foresta, encroachment = sconfinamento/invasione di proprietà/violazione di diritti), questa rende bene l’idea dell’azione di boschi e arbusteti che si (ri)appropriano di superfici precedentemente occupate da prati e pascoli nel momento in cui viene a mancare il pascolamento da parte del bestiame. Sotto certe quote è un fenomeno che fa parte della naturale evoluzione degli ambienti aperti in assenza dell’attività antropica.

 

Ma cosa comportano l’abbandono e la riduzione delle superfici di pascolo?

 

Perdere i pascoli vuole dire:

  • perdere superfici produttive e aumentare il rischio di scomparsa di piccole economie locali e di saperi legati alla pastorizia e alla gestione del territorio, con conseguente impoverimento culturale delle comunità montane;
  • perdere habitat ricchi di biodiversità e assistere alla graduale scomparsa di specie vegetali e animali tipiche dei pascoli alpini: il corretto pascolamento di animali diversi e senza una permanenza eccessiva degli animali, permette il mantenimento della diversità di specie vegetali oltre che della qualità foraggera e la rinnovazione della vegetazione e delle fioriture, favorendo anche le comunità di insetti;
  • impoverire i torrenti dal punto di vista ecologico: i torrenti che attraversano i pascoli presentano una composizione di invertebrati acquatici molto più ricca sia in termini di specie che di funzioni che questi invertebrati sono in grado di espletare, rispetto ai torrenti che attraversano boschi e aree rocciose;
  • aumentare il rischio di incendi: l’avanzamento delle superfici arbustive e dei boschi di invasione non gestiti, aumentano la disponibilità di materiale combustibile al suolo che può favorire l’avvio o la diffusione di incendi.

 

Il giusto equilibrio tra boschi, arbusteti ed aree pascolate consente di massimizzare la biodiversità e la permeabilità degli ambienti, tutelando inoltre valori storico culturali e permettendo lo sviluppo delle economie locali.

Attività in corso

Il progetto affianca analisi tecniche, monitoraggi, momenti di confronto partecipato con il Comune e gli allevatori locali a momenti didattici e divulgativi rivolti a chi vive il territorio.

Nello specifico, il progetto prevede le seguenti attività:

  • Formazione, confronto e governance: il progetto prevede momenti di formazione e confronto con tecnici e allevatori locali, affiancati alla revisione del regolamento di concessione dei pascoli comunali. Il coinvolgimento attivo dei concessionari è centrale: consente di integrare conoscenze locali e obiettivi ambientali, migliorando l’efficacia delle azioni e la continuità delle buone pratiche di pascolo.

  • Pianificazione: viene redatto il Piano di Pascolo degli alpeggi Sella e Sella Vecchia, che definisce:

    • i carichi animali sostenibili
    • le modalità di utilizzo delle superfici
    • le buone pratiche di gestione

    L’obiettivo è garantire un equilibrio tra produzione foraggera e conservazione dei servizi ecosistemici.

  • Interventi di ripristino e gestione: sono previsti interventi mirati per recuperare le superfici abbandonate e migliorare quelle in uso:

    • sfalci su circa 3,5 ettari
    • decespugliamenti selettivi su 11,5 ettari
    • trasemine di specie erbacee
    • pascolamento razionale secondo il Piano di Pascolo
  • Gestione sostenibile delle risorse idriche: adozione di alcuni accorgimenti per ridurre l’impatto del pascolo sugli ambienti umidi, quali: la limitazione dello stazionamento del bestiame in prossimità dei corpi idrici, l’installazione di recinti temporanei e la predisposizione di appositi punti di abbeverata mobili. L’obiettivo è tutelare la qualità delle acque e gli habitat associati.

  • Monitoraggi e servizi ecosistemici: per le attività sono accompagnate da un sistema di monitoraggio per valutare l’evoluzione della biodiversità erbacea, il cambiamento del valore pastorale, l’evoluzione degli ambienti umidi e gli impatti delle buone pratiche di gestione adottate su servizi ecosistemici quali: la conservazione del suolo, la tutela delle risorse idriche e il contenuto di carbonio dei pascoli. I dati raccolti saranno utilizzati per valutare l’attivazione di meccanismi di pagamento per i servizi ecosistemici (PES), attraverso modelli di land stewardship.

  • Comunicazione e coinvolgimento della comunità: il progetto prevede attività di divulgazione e partecipazione rivolte a diversi pubblici, tra visite didattiche e attività in campo, pannelli informativi per la fruizione dell’area e incontri istituzionali e formativi. Queste azioni sono orientate a rafforzare la consapevolezza sul valore dei pascoli e a favorire la replicabilità delle buone pratiche.

Risultati attesi

Se da un lato le superfici pastorali di proprietà comunale coprono il 34% (circa 1300 ha) del territorio di Angrogna. Il fatto che siano di proprietà comunale,però, non basta a garantirne una corretta gestione. La gestione e la cura del territorio sono uno sforzo collettivo, un gioco di squadra dove è necessario che la squadra sia eterogeneamente composta da proprietari pubblici e privati, allevatori, imprese, singoli cittadini interni ed esterni alla comunità locale, decisori politici. Da solo il comune può decidere regole virtuose, può pagare interventi sui propri terreni, ma non può garantirne il successo e il mantenimento nel prossimo futuro, se regole e interventi non sono condivisi e costruiti insieme alla comunità.

Il principale risultato del progetto, accanto al recupero di aree naturali degradate e all’adozione delle buone pratiche di pascolo, sarà quello di un modello di governance per i pascoli comunali che includa obiettivi di miglioramento ambientale all’interno delle attività di gestione dei pascoli alpini e il coinvolgimento e la formazione continui dei principali stakeholders.

Contatti

Se sei un allevatore, un’azienda agricola, un ente e:

  • sei interessato ad approfondire le buone pratiche per una gestione dei pascoli che consideri sia le esigenze produttive che quelle di miglioramento e conservazione della biodiversità;
  • vuoi approfondire la possibilità di pianificare le superfici pascolive per la tua azienda o quelle gestite dal tuo ente

 

Contattaci, Saremo felici di valutare insieme le opportunità tecniche e finanziarie disponibili!

 

Ma anche se sei un cittadinə curioso di andare in montagna e guardare i pascoli con altri occhi, anche tu non esitare a scriverci!

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