28 MAGGIO 2026

Quando giocare fa bene alla natura: educazione ambientale e gioco nei territori montani del Piemonte

Come unire gioco ed educazione ambientale in Piemonte? Esploriamo il legame tra attività ludiche e cura del territorio montano

AREA GEOGRAFICA:
Piemonte

Oggi, 28 maggio, si celebra la Giornata Mondiale del Gioco (World Play Day), istituita dall’ONU su iniziativa dell’International Toy Library Association. Una ricorrenza che ricorda qualcosa di semplice ma spesso dimenticato: giocare è un diritto fondamentale (sancito dall’articolo 31 della Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia) e uno strumento potente di crescita, relazione e scoperta, per bambini e adulti.

Ma cosa c’entra il gioco con la natura, la gestione forestale, la biodiversità? Più di quanto si pensi. In questo articolo esploriamo il legame tra gioco ed educazione ambientale, con esempi concreti che vanno dal gioco di ruolo in bosco al plogging, dal BioBlitz al geocaching: tutte iniziative in cui regole condivise e obiettivi chiari producono un impatto reale sul territorio.

 

Il gioco: una definizione
(e perché conta)

 

Partiamo da una definizione semplice: giocare significa accettare un insieme di regole condivise per raggiungere un obiettivo comune. Sembra banale, eppure è esattamente questa struttura (regole + obiettivo) che rende il gioco uno strumento straordinariamente potente per imparare a gestire situazioni complesse.

Pensiamo a due esempi dal mondo dei boardgame:

  • Root: diverse fazioni con regole asimmetriche si contendono il controllo di un bosco, bilanciando risorse, alleanze e strategie in continua evoluzione. 
  • Terraforming Mars: i giocatori cooperano e competono per rendere abitabile un pianeta, gestendo ecosistemi, energia e biodiversità su scala planetaria. 

 

Chi li ha giocati sa che non si tratta di semplice intrattenimento. Richiedono pensiero sistemico, pianificazione a lungo termine, capacità di adattarsi a variabili impreviste. In una parola, allenano la mente a ragionare su problemi complessi, esattamente il tipo di sfide che affrontiamo nella gestione ambientale e territoriale reale.

Questa è la dimensione cognitiva del gioco, spesso sottovalutata. Ma c’è anche una dimensione collettiva: quando le regole sono condivise e l’obiettivo è concreto, il gioco diventa un potente generatore di comportamenti impattanti. Non solo si impara a pensare meglio: si impara ad agire insieme, con uno scopo.

Il Manifesto del Gioco (un progetto italiano nato per diffondere la cultura del giocare in ogni ambito della società, dalle scuole alle aziende) sostiene proprio questo: giocare è un’esperienza trasformativa per chiunque: bambini, adulti, professionisti. Rafforza le relazioni, stimola il pensiero divergente e ci permette di vedere la realtà con occhi nuovi.

 

Obiettivi: cosa può fare il gioco per la natura

Le iniziative che esploriamo in questo articolo condividono tre obiettivi fondamentali:

  • Educazione ambientale: trasmettere conoscenze su ecosistemi, biodiversità e gestione del territorio in modo esperienziale e coinvolgente.
  • Sviluppo cognitivo e sociale: allenare capacità di problem solving, cooperazione e pensiero sistemico attraverso regole e obiettivi condivisi.
  • Impatto concreto sul territorio: produrre risultati misurabili, dalla raccolta di rifiuti al censimento delle specie, dalla consapevolezza forestale alla valorizzazione dei parchi naturali.

Il contesto di riferimento è quello dei territori montani e fluviali del Piemonte e più in generale delle aree protette italiane, dove natura, comunità locali e sostenibilità si intrecciano quotidianamente.

Cinque giochi (o attività ludiche) che fanno bene alla natura

  1. Il gioco di ruolo in bosco: imparare la gestione forestale giocando

    Immaginate un’escursione guidata in un bosco piemontese dove, invece di seguire passivamente le spiegazioni di una guida, diventate personaggi di una storia. Dovete prendere decisioni reali su come gestire una porzione di foresta:

    • abbattere o conservare un albero
    • valutare il rischio di un incendio
    • bilanciare la produzione di legname con la tutela della biodiversità


    È il format che proponiamo con le nostre attività di gioco di ruolo in natura, ispirato ai meccanismi di giochi come Dungeons & Dragons (D&D) e alle pratiche del LARP (Live Action Role Playing). Nel LARP i partecipanti interpretano fisicamente i propri personaggi in uno spazio reale, muovendosi, interagendo e prendendo decisioni come se fossero davvero dentro la storia: niente schermo, niente tabellone, solo il bosco attorno a voi. Applicato al contesto forestale e ambientale, questo approccio permette di acquisire consapevolezza su temi come i servizi ecosistemici, la riforestazione e la certificazione FSC senza nemmeno accorgersene: perché si sta giocando.

    È anche un’ottima attività di team building aziendale: uscite in natura con escursione guidata e gioco di ruolo, come quelle proposte da Walden, pensate per rafforzare la coesione di gruppo in un contesto del tutto fuori dall’ordinario.

  2. Il Campionato Mondiale di Plogging: correre e pulire il territorio

    Il plogging è una disciplina nata in Svezia nel 2015, che combina jogging e raccolta di rifiuti abbandonati lungo i sentieri. Il nome unisce plocka upp (raccogliere) e jogging.

    La sua versione agonistica è Made in Italy: la prima edizione del Campionato Mondiale si è svolta nel 2021 in Val Pellice (Torino), con:

    • 57 atleti da Italia e altri paesi europei
    • 1.780 km di sentieri percorsi
    • 795 kg di rifiuti raccolti, convertiti in CO₂ non emessa grazie al riciclo

    Il campionato si tiene ogni anno in diverse città italiane (da Genova a Bergamo) ed è aperto anche alle scuole con la formula Plogging Child. Un’attività agonistica che lascia il territorio più pulito di come lo ha trovato.

  3. Il BioBlitz: diventare scienziati per un giorno

    Il BioBlitz è un evento di citizen science (scienza partecipata) in cui chiunque può contribuire a mappare la biodiversità di un territorio. Esperti naturalisti, famiglie, studenti e semplici curiosi lavorano insieme con un obiettivo preciso: censire il maggior numero possibile di specie animali e vegetali in un’area e in un tempo definiti.

    Non servono competenze specifiche. Basta uno smartphone con l’app iNaturalist e voglia di esplorare. I dati raccolti diventano informazioni scientifiche reali, utili per la ricerca e la gestione degli ecosistemi.

    In Italia il BioBlitz è attivo in molte regioni (dal Parco del Po e del Morbasco fino alle aree protette lombarde) e rappresenta uno degli appuntamenti più vivaci di educazione ambientale del calendario naturalistico.

  4. Il geocaching nei parchi naturali: la caccia al tesoro del XXI secolo

    Il geocaching è una caccia al tesoro digitale che si pratica all’aperto con un GPS o uno smartphone. I partecipanti cercano piccoli contenitori nascosti (le geocache) seguendo coordinate e indizi, in luoghi di interesse naturalistico, storico o paesaggistico.

    Molti parchi naturali italiani hanno integrato il geocaching nei loro percorsi di valorizzazione territoriale. Chi partecipa impara a muoversi nel paesaggio con rispetto, a leggere la natura circostante e a scoprire luoghi che altrimenti non avrebbe mai cercato.

  5. Il rafting e la raccolta rifiuti: avventura e cura del fiume

    Alcune realtà del Terzo Settore stanno sperimentando attività sportive outdoor abbinate alla raccolta di rifiuti nei corsi d’acqua: dal rafting alla canoa, fino alle escursioni lungo le rive.

    L’obiettivo è doppio: vivere un’esperienza di avventura e lasciare il fiume più pulito. Un format che unisce emozione, sport e responsabilità ambientale, sempre più presente nelle iniziative di sostenibilità promosse da enti e comunità montane.

Benefici e impatti: cosa produce il gioco applicato alla natura

Tutte queste esperienze hanno qualcosa in comune: usano il gioco non come distrazione, ma come leva di cambiamento. Quando ci divertiamo, abbassiamo le difese e siamo più aperti ad apprendere, empatizzare, agire.

I benefici si distribuiscono su più livelli:

  • Ambientale: pulizia del territorio, monitoraggio della biodiversità, sensibilizzazione sulla gestione forestale sostenibile.
  • Cognitivo: sviluppo del pensiero sistemico, della capacità decisionale e della gestione dell’incertezza.
  • Sociale: rafforzamento dei legami comunitari, inclusione di diverse fasce d’età, cooperazione tra istituzioni, enti del Terzo Settore e cittadini.
  • Culturale: diffusione di una nuova cultura del territorio, in cui natura e partecipazione attiva diventano parte della vita quotidiana.

Un bosco visto attraverso gli occhi di un personaggio di gioco di ruolo diventa qualcosa di cui ci sentiamo responsabili. Una specie censita durante un BioBlitz diventa “la nostra” specie. Un sentiero percorso raccogliendo rifiuti cambia il modo in cui lo guarderemo la volta successiva.

È questo il potere del gioco applicato alla natura: trasforma la consapevolezza in esperienza, e l’esperienza in cura.

Contatti

Se sei curioso di esplorare un bosco piemontese attraverso un gioco di ruolo, o di organizzare un’uscita in natura per il tuo gruppo o la tua azienda nel territorio della Valle Po e delle comunità montane piemontesi, contattaci: saremo felici di raccontarti come funziona.

Perché giocare all’aperto (nel modo giusto) è uno dei gesti più concreti che possiamo fare per il pianeta.

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