3 GIUGNO 2026
Un Bando per lo sviluppo turistico territoriale
La Fondazione Compagnia di San Paolo ha lanciato un bando per sostenere progetti di valorizzazione culturale e turismo sostenibile in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta. Un’opportunità concreta per chi lavora sul territorio e vuole costruire un turismo più equo, duraturo e rispettoso delle comunità locali.
Cos’è il Bando per la valorizzazione culturale e il turismo sostenibile
La Fondazione Compagnia di San Paolo, nell’ambito della programmazione strategica 2025-2028 e della Missione Creare Attrattività, ha lanciato il Bando per la valorizzazione culturale dei territori e per il turismo sostenibile. Il bando sostiene progetti pluriennali capaci di valorizzare il patrimonio artistico e culturale dei territori, sviluppando al tempo stesso opportunità concrete di turismo sostenibile per ambiente, luoghi e comunità. Si inserisce in un percorso già avviato dalla Fondazione con i bandi precedenti In luce e Territori in luce, e ne amplia la visione in allineamento con il Tourism Transition Pathway europeo del 2022, che punta allo sviluppo di un ecosistema turistico resiliente, innovativo e accessibile.
Chi può candidarsi
Il bando è rivolto a enti, associazioni e organizzazioni attive in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta che lavorano su progetti di valorizzazione culturale e turismo sostenibile. Sono benvenute proposte che si inseriscano in strategie territoriali già esistenti e che dialoghino con le politiche comunitarie, nazionali e regionali in materia.
Cosa sostiene il bando: gli obiettivi
Il bando agisce su cinque dimensioni tra loro interconnesse.
- Valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale. I progetti devono far emergere e rendere fruibili le risorse autentiche già presenti nei territori: identità locali, vocazioni specifiche, patrimonio immateriale e sistemi di vita delle comunità. Non si tratta di creare attrazioni artificiali, ma di valorizzare ciò che esiste.
- Nuovi modelli di governance territoriale. Il bando promuove partenariati collaborativi e multilivello, che coinvolgano soggetti diversi: enti pubblici, realtà private, associazioni, mondo del volontariato. La costruzione di reti stabili tra attori economici, sociali, educativi e culturali è considerata un elemento centrale, non un accessorio.
- Qualità e accessibilità dell’offerta turistica. I progetti devono proporre esperienze autentiche e significative sia per i turisti sia per i residenti, migliorando la fruizione del patrimonio in modo integrato. L’offerta deve essere inclusiva e accessibile: fisicamente, economicamente e socioculturalmente, con strumenti pensati per non lasciare indietro nessuno.
- Ecoturismo e tutela delle risorse naturali. Il bando sostiene in modo specifico progetti orientati all’ecoturismo, alla tutela di paesaggio, risorse idriche e biodiversità, alla sensibilizzazione ecologica, alla mobilità green e intermodale e alla ridistribuzione dei flussi per mitigare l’overtourism nelle aree più sature.
- Sviluppo economico locale. I progetti devono dimostrare una capacità concreta di incidere sul tessuto produttivo del territorio, integrando turismo e cultura con i settori collegati, favorendo l’impiego di risorse locali e lo sviluppo di nuove competenze e professionalità.
Perché questo bando, perché adesso
Il Nord Ovest italiano cresce, e i numeri lo confermano:
In Piemonte, nel 2024 il turismo ha superato 6,2 milioni di arrivi e 16,8 milioni di presenze, con un incremento del 3,6% e 4,1% rispetto all’anno precedente. In Valle d’Aosta l’anno è stato addirittura record: oltre 1,4 milioni di arrivi e 4 milioni di presenze, rispettivamente +6% e +8%. I dati provvisori dei primi nove mesi del 2025 confermano la tendenza con un’ulteriore accelerazione. La sfida non è fermare questa crescita, ma orientarla. Distribuire i flussi nel tempo e nello spazio, valorizzare le comunità montane e i territori rurali, tutelare il patrimonio naturale e culturale che rende queste regioni attrattive. È in questo contesto che la Fondazione Compagnia di San Paolo ha individuato nel turismo sostenibile un potenziale ancora in larga parte inesplorato per il Nord Ovest.
valore aggiunto per addetto di una selezione di settori e media nazionale
Il contesto: un turismo trainato, non trainante
Per capire perché questo bando è importante, vale la pena guardare alla struttura del settore turistico italiano. Il turismo è spesso definito “il petrolio italiano”. I numeri, a prima vista, sembrano dargli ragione: nel 2025 l’Italia è la prima destinazione turistica europea, con oltre 480 milioni di pernottamenti stimati e una spesa complessiva attorno ai 185 miliardi di euro (dati WTTC/ENIT).
Ma quei numeri meritano una lettura più attenta. Il turismo non genera domanda autonoma nel sistema produttivo: risponde a flussi internazionali, tendenze globali e fattori esterni come i social network o i cicli economici. Non è un motore che mette in moto l’economia, è un settore che viene messo in moto da essa. I suoi moltiplicatori economici, cioè la capacità di generare ricchezza aggiuntiva nel tessuto produttivo locale, sono contenuti. Per ogni euro speso da un turista, una parte significativa esce dal territorio attraverso filiere non locali.
Secondo Eurostat, il turismo genera in Italia circa il 6,2% del PIL in termini di valore aggiunto reale, ben diverso dal 10-11% che circola spesso sui giornali. Riconoscerlo non significa svalutare il settore. Significa gestirlo con più realismo ed efficacia.
valore aggiunto per classe dimensionale d’impresa nel settore turistico
I costi nascosti del turismo di massa: chi li paga?
Ormai conosciamo bene anche il lato oscuro dell’overtourism, ossia flussi eccessivamente numerosi e concentrati in luoghi e periodi saturi. Luoghi “incontaminati” vengono scovati su Instagram e diventano virali: emblematico il caso del Monte Seceda, in Val Gardena, preso d’assalto da file interminabili di turisti dopo che Tim Cook, CEO di Apple, vi scattò una fotografia proiettata alla presentazione dell’iPhone 15. All’arrivo, spesso destinazioni immaginate come “autentiche” e “uniche” risultano omologate, uguali a mille altre.
In Italia il fenomeno è già realtà. Il 41,6% delle presenze turistiche si concentra in soli 50 comuni su 7.896, e il 58,6% dei pernottamenti avviene nei soli mesi estivi.
Le città si trasformano a misura di turisti: gli affitti brevi confinano i residenti fuori dai centri storici. A Venezia si contano 73 turisti per ogni abitante. A Cabras, in Sardegna, è stato calcolato che i turisti producano in media 14 volte più rifiuti dei residenti (fonte: EPRS). Il settore è inoltre responsabile del 9% delle emissioni globali di gas serra, principalmente CO₂ da trasporti.
Come ha scritto la rivista “Emergenza Cultura”, il turismo rischia di diventare “un’industria estrattiva che internalizza i profitti ed esternalizza i costi”: i benefici vanno agli operatori, i costi ricadono su tutti.
Dal turismo sostenibile al turismo rigenerativo
Si parla da tempo di turismo sostenibile: un approccio che mira a ridurre l’impatto negativo soddisfacendo le esigenze non solo del turista, ma anche del territorio e delle comunità che lo ospitano, secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale del Turismo.
Ma in un contesto in cui i flussi crescono in modo esponenziale, ridurre il danno non basta più. È necessario puntare a un turismo capace di trasformare l’impatto in positivo.
Il turismo rigenerativo adotta questa filosofia: promuove iniziative che guardino ai benefici ambientali e socioeconomici come elementi imprescindibili dell’offerta turistica. Al centro c’è l’attenzione ai servizi ecosistemici (i benefici che un ambiente sano porta alle persone) spesso ignorati perché difficili da quantificare economicamente, ma cuore dell’esperienza turistica. L’aria pulita, il silenzio, i panorami montani: sono risorse da tutelare, non solo da consumare.
È in questa direzione che si muove il bando della Compagnia di San Paolo: non inseguire la crescita dei flussi, ma costruire le condizioni perché il turismo diventi una leva autentica di sviluppo locale, sostenibile e rigenerativo.
Scadenza, budget e come funziona il contributo
Questi sono i dati pratici da tenere a mente.
Scadenza: ore 12:00 di mercoledì 15 luglio 2026, tramite procedura ROL sul sito della Fondazione.
Contributo massimo: fino a 180.000 euro per progetto.
Percentuale di sostegno: il contributo copre al massimo il 75% del budget complessivo. Il restante 25% deve essere coperto da cofinanziamento: risorse proprie del partenariato, contributi pubblici o privati, entrate da biglietteria o prestazioni in kind (fino al 30% della quota di cofinanziamento).
Durata: le attività si svolgono tra aprile 2026 e il 31 dicembre 2027, all’interno di un piano triennale 2026-2028.
Esiti: pubblicati entro la fine di novembre 2026.
Erogazione: in tre fasi. Il 20% all’avvio, il 50% dopo il monitoraggio previsto entro aprile 2027, il saldo del 30% a conclusione delle attività.
Hai un progetto? Valutiamolo insieme
Se lavori su tematiche di gestione ambientale, educazione, sostenibilità o valorizzazione territoriale in Piemonte, Liguria o Valle d’Aosta, questo bando potrebbe fare al caso tuo.
Contattaci per una valutazione gratuita della tua idea progettuale: verifichiamo insieme requisiti, fattibilità e potenziale di candidatura, prima della scadenza del 15 luglio 2026.
Per informazioni tecniche puoi anche scrivere direttamente alla Fondazione all’indirizzo missioneattrattivita@compagniadisanpaolo.it, indicando nell’oggetto: “Bando per la valorizzazione culturale dei territori e per il turismo sostenibile”.
Tutta la documentazione ufficiale, i format e il testo integrale del bando sono disponibili qui: Bando Compagnia di San Paolo, valorizzazione culturale e turismo sostenibile.
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